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Soluzioni e Tecnologie per Energia Pulita
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GSE PUBBLICA IL RAPPORTO DELLE ATTIVITA' 2010
E' pubblicato il Rapporto delle Attività del 2010.
Complessivamente, in Italia, a fine 2010, risultano entrati in esercizio poco meno di 160.000 impianti fotovoltaici, per una potenza di 3500 MW. L'incentivo totale erogato nel 2010 si aggira sugli 800 milioni di euro. Con tassi di crescita pur non paragonabili a quelli del fotovoltaico, il 2010 ha segnato comunque un incremento interessante anche per le altre fonti rinnovabili.
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FOTOVOLTAICO: L’ITALIA SUPERA I 10 MILA MW DI POTENZA INSTALLATA
Solo nel 2011 entrati in esercizio circa 6.500 megawatt
Roma, 8 settembre 2011 – Superati in Italia i 10.000 MW di potenza fotovoltaica installata su tutto il territorio nazionale con il sostegno degli incentivi del Conto Energia gestiti dal GSE. A oggi, in totale, sono entrati in esercizio oltre 270mila impianti. Nello specifico:
- con il Quarto Conto Energia, partito lo scorso giugno, sono entrati in esercizio 26.134 impianti per una potenza di 1.700 MW; - con il Terzo Conto Energia sono entrati in esercizio 38.122 impianti per una potenza di 1.592 MW; - con il Secondo Conto Energia sono entrati in esercizio 200.693 impianti per una potenza di 6.568 MW; - con il Primo Conto Energia sono entrati in esercizio 5.734 impianti per 163 MW.
La Puglia, con circa 1.685 MW per 17.812 impianti in esercizio, mantiene il primato della Regione con maggiore potenza installata, mentre la Lombardia resta in testa alla classifica delle Regioni con maggior numero di impianti in esercizio (38.810 per 993 MW), seguita dal Veneto, con 36.066 impianti per 894 MW.
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Bilancio elettrico 2010, + 11% la produzione da fonti rinnovabili
Il GSE ha pubblicato, nella sezione Statistiche sulle fonti rinnovabili, il Bilancio elettrico italiano del 2010, evidenziando come la quota da fonti rinnovabili abbia raggiunto il 22,8% della richiesta nazionale.
Il documento inoltre contiene il dato nazionale e regionale di numerosità, potenza e produzione degli impianti alimentati da fonti rinnovabili.
In totale gli impianti a fonti rinnovabili hanno raggiunto la potenza complessiva di 30,3 GW (+14,2% rispetto al 2009) e la produzione lorda di 77,0 TWh (+11,1%).
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Rinnovabili: le aziende del fotovoltaico guardano al futuro
Per Assosolare il settore è in ripresa; Gifi attende il nuovo Piano Energetico Nazionale
17/06/2011 - Il mercato delle rinnovabili è ancora in difficoltà, anche dopo l’approvazione del quarto Conto Energia. Lo ha detto Gianni Chianetta, Presidente di Assosolare, l’associazione nazionale dell’industria fotovoltaica, nel corso dell’assemblea annuale tenutasi a Milano martedì scorso, aggiungendo che “la radicale riduzione delle tariffe, le incertezze del registro per gli impianti medio-grandi e i numerosi punti ancora poco chiari del Decreto hanno fatto sì che gli investitori, grandi e piccoli, abbiano assunto un atteggiamento di prudenza nel cimentarsi nel nuovo contesto”.
Ad oggi il settore accenna una timida ripresa, dopo mesi di blocco dovuti alla revisione degli incentivi. Assosolare suggerisce di ripensare all'opportunità del tetto rigido agli incentivi e del meccanismo burocratico di accesso che - secondo l’Associazione - soffoca oggi la fattibilità degli impianti medio-grandi. Anche alla luce dei risultati del referendum, che impongono ora un’azione di Governo efficace e con obiettivi più ambiziosi nei confronti delle energie rinnovabili, Chianetta ha lanciato l’idea di un tavolo permanente Governo-Industria delle rinnovabili per monitorare la crescita del settore. Inoltre, Assosolare appoggerà i ricorsi al TAR che le aziende associate (anche solo un’azienda) faranno a difesa dei diritti acquisiti con il Terzo Conto Energia e poi disattesi. Il ricorso al TAR chiederà l’annullamento parziale del Dlgs 28/2011 e del DM 5 maggio 2011, con eventuale richiesta di risarcimento del danno. Non ci sarà quindi un effetto sospensivo delle tariffe. Il ricorso conterrà inoltre le domande volte a sollevare la questione di legittimità costituzionale del Dlgs 28/2011, che il TAR potrà rimettere alla Corte Costituzionale per violazione dei principi costituzionali e/o la questione di interpretazione della conformità dei decreti con la normativa comunitaria, che il TAR potrà rimettere alla Corte di Giustizia della UE.
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